RIUNIONE PLENARIA CON DARIO PEZZUTO

Il Calcio a 5 protagonista della seconda riunione plenaria svoltasi lunedì 18 novembre 2019, presso i locali sezionali: relatore d’eccezione infatti è stato il nostro associato Dario Pezzuto, arbitro FIFA CAN5.
L’orgoglio della sezione di avere un arbitro di tale prestigio e livello è infinito: basti pensare che solo un arbitro su mille riesce a raggiungere il suo stesso risultato.
“Divertitevi seriamente” è stato l’ossimoro con il quale Dario ha voluto concludere il suo apprezzato e seguito intervento, alla base del quale sono stati numerosi i consigli che ha voluto dare in particolare a noi giovani arbitri.
La prima “frase chiave” con cui ha avviato il dibattito è stata: “Imparare dal passato, concentrarsi sul presente, prepararsi per il futuro”. Occorre infatti comprendere innanzitutto i propri errori, senza più ripeterli; concentrarsi sulla partita a cui si è designati quella settimana, senza già pensare ad un ipotetico futuro; quest’ultimo verrà dopo, e quando arriverà noi dovremo essere pronti ad accettare il cambiamento, qualunque esso sia.
“Ma da cosa dipende il risultato di una partita? Come ci prepariamo per dare il massimo?”, la risposta a questa domanda ci è stata data ampliamente, facendoci riflettere sui tre momenti che caratterizzano ogni singola partita: prima, durante e dopo.
Prima di una partita, bisogna immaginare e prevenire il più possibile eventuali situazioni che si potrebbero venire a creare, di certo servirà anche la fortuna ma è in campo il momento in cui “la preparazione incontra l’opportunità”. Bisogna dare un segnale forte, ricordando che già dall’aspetto i calciatori ci iniziano a conoscere. Bisogna crearsi positività, eliminando tutto ciò che ci può sviare perché “ciò che siamo sino a cinque minuti prima di una partita, lo saremo in campo”.
Le basi di una partita si pongono già da prima che inizi, dall’istante in cui arriva la designazione ma anche dall’allenamento costante, dalla frequentazione delle riunioni, dalla visione delle partite, dal comportamento che abbiamo fuori dal campo e così via.
La fase della gara vera e propria, probabilmente la più difficile, ha inizio appena mettiamo piede nello stadio in cui siamo stati designati. Applicazione del regolamento, capacità relazionali con i diversi calciatori, capacità di interpretare i diversi falli, di prendere i giusti provvedimenti disciplinari, di leggere il cambiamento degli equilibri sono alla base del “puzzle perfetto della partita”. Già dai primi minuti, dal primo fischio e dalla prima sanzione disciplinare si capisce qual è il metro tecnico e la “soglia” dei falli che l’arbitro ha intenzione di utilizzare durante la partita.
Occorre inoltre lavoro di squadra, anche per chi scende in campo da solo; non bisogna vedere l’arbitraggio come uno sport solitario.
Momento più importante di tutti è però il post-gara, in quanto si comprendono i punti su cui migliorare, si accettano i consigli, e si individuano gli errori da non dover più ripetere.
Servono forza e autostima in ognuno di noi. Bisogna trovare il coraggio di cambiare strada quando le cose non vanno bene e la forza di affrontare i momenti difficili. Non occorre sentirsi migliori, ma fieri di se stessi, capendo i miglioramenti da fare, senza mai dare la colpa a qualcosa o a qualcuno, perché in questo modo porremmo soltanto la base del nostro fallimento. Non servono alibi!
“È molto difficile accettare l’ingiustizia”, è stata questa una delle frasi finali del discorso di Dario Pezzuto, che ha saputo trasmetterci il suo amore per l’arbitraggio ma soprattutto ci ha insegnato come arrivare al meglio ad una partita e come uscirne sempre da vincitori, anche quando ci sembra che stia andando tutto per il verso sbagliato.
Momento conviviale conclusivo della serata, inoltre, la cena presso la pizzeria Lussy, durante la quale abbiamo potuto festeggiare il diciottesimo compleanno di una nostra associata, Martina Carafa, e l’esordio in Eccellenza di due giovani assistenti, Giorgio De Pandis e Gabriele Sindaco.

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