La redazione Aia Lecce

In memoria di Antonio Casaluci

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Proprio a tre mesi di distanza dalla tragica scomparsa di Daniele De Santis, un altro lutto si è abbattuto sulla nostra Sezione: improvvisamente e a soli sessantadue anni è deceduto il nostro Antonio Casaluci.
Siamo rimasti increduli di fronte alla triste notizia e subito nella nostra mente sono ritornati alla memoria tanti ricordi e tanti momenti vissuti insieme a Lui.
Prima di testimoniare chi sia stato Antonio Casaluci per la nostra Sezione, ci piace riprendere, per delineare la sua cristallina figura umana, un passaggio dell’orazione funebre di don Cosimo Zecca. Il Parroco ha riferito che qualunque persona che aveva incontrato per il paese, nella mattina del giorno del decesso, gli aveva partecipato la notizia ferale con questa frase: “E’ morto il mio dottore!”. E dall’altare ha sottolineato il significato di quell’aggettivo possessivo “mio”, con cui si voleva sottolineare non soltanto la stima per il professionista, ma il legame profondo, ricco di umanità e di fratellanza, che ognuno avvertiva attraverso la conoscenza e la frequentazione di Antonio. Ed anche noi, i suoi colleghi, possiamo affermare altrettanto di lui: era il “nostro” Antonio, nostro collega arbitro, nostro Presidente per tanti anni, ma soprattutto nostro sincero, vero amico. Era da tutti apprezzato e stimato per la sua bontà d’animo, per la sua cordialità, per il suo trasporto amicale, per la sua saggezza nell’affrontare qualsiasi aspetto della vita sezionale, per il suo sorriso sempre intenso nell’incontrarci e la sua gioia nel vivere tutti i momenti conviviali.
Questo era Antonio e dobbiamo essergli grati di averci donato tutte queste sue preziose qualità, grazie alle quali rimarrà sempre nei nostri cuori come un esempio da imitare.
Antonio aveva iniziato il suo percorso arbitrale nel 1979 e in soli sei anni era giunto alla CAI; altri due anni e nel 1986 il suo passaggio in CAN D; nel 1986 il suo traguardo di maggior prestigio con il passaggio nella CAN C dove ha diretto per cinque anni.
In ambito dirigenziale, le sue doti umane e le sue stimate capacità relazionali lo hanno portato a rivestire la carica di Presidente della nostra Sezione dal 1 luglio 1992 al 31 agosto 1997 e successivamente ad essere sempre accanto ai Presidenti sezionali succedutisi quale Vice-Presidente o Consigliere, sempre apprezzato per il suo contributo di esperienza, di pacatezza e di serenità con cui svolgeva i suoi incarichi.
E’ stata una grave perdita per la famiglia arbitrale, ma siamo sicuri che il suo sorriso, la sua umanità, la sua bontà d’animo, la sua generosa sensibilità, le sue attente e giudiziose opinioni rimarranno salde nei nostri cuori e ispireranno il nostro agire.

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